Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 6

Parte seconda.

Capitolo primo. La notte 
Capitolo secondo. La notte (seguito)

Adesso il romanzo è una vertigine e una benedizione, perché questa coppia di capitoli – non ho mai davvero compreso perché Dostoevskij abbia deciso di mantenere anche in volume questa astrusa divisione del racconto, che in queste due parti verte sulla cronaca di alcune ore di un lunedì sera caduto otto giorni dopo i fatti a casa di Varvara Petrovna che abbiamo riassunto nel capitolo precedente, otto giorni in cui, per riprendersi da scandali, crisi di nervi e schiaffi presi o dati in pubblico, i personaggi non hanno quasi fatto altro che starsene in casa e non mostrarsi in società, fatto salvo per G…v, naturalmente, che le strade del paese le ha percorse e le visite a Stepan Trofimovič ha continuato a farle, per lo meno per tenere l’amico informato ed essere aggiornato a sua volta sul poco che è accaduto – questa coppia di capitoli, dicevo, a cui restituisco un’unità in questo mio piccolo resoconto sicuro che questa non sia una mancanza di rispetto nei confronti di Fëdor Michajlovič, è stata per me, nell’ora e mezza circa di rilettura che le ho dedicato, una sorta di riapprodo: ho provato, leggendo, un’agitazione, un’emozione e una felicità così pure che non mi sarebbe possibile descriverle senza diventare sciatto e banale; così, nel cercare un modo per rendere l’idea di questo spasimo e di questa bellezza, l’unica cosa che riesco a scrivere è che, per quell’ora e mezza, io mi sono sentito a casa. Sembra poco, ma non lo è: non sono molti gli scrittori, o meglio, i libri che riescono a darmi la sensazione di trovarmi a casa; è una questione di atmosfera, di luci, di ritmo, di contenuti, nel caso di libri italiani anche di forma: esistono opere che sono il nostro patrimonio personale e privato – dieci, forse venti libri nelle cui pagine siamo perfettamente a nostro agio, perché qualunque cosa vi succeda, qualunque colpo di scena vi avvenga, qualunque delitto o pena dell’anima, noi li affrontiamo con una convinzione irrazionale e irremovibile: la letteratura è questa, la scrittura è questa, è così che si fanno i romanzi, è così si scrive e sono queste le emozioni che si provano quando si legge. Quanti sono i libri che ci danno precisamente queste sensazioni? Pochi, e ho peraltro il sospetto che si tratti di opere che abbiamo letto per la prima volta intorno ai vent’anni. Tra questi libri di casa, per me, ci sono i quattro grandi romanzi di Dostoevskij e le sue Memorie dal sottosuolo, che ho riletto per la terza o quarta volta un anno e mezzo fa.

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Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 2

Capitolo secondo. Il principe Harry. Una proposta di matrimonio

Inizia con Stavrogin, ma siamo ancora nella backstory. Di fatto, quelli che possono essere considerati i protagonisti del romanzo, Stavrogin e Pëtr Verchovenskij, compariranno molto più in là nel romanzo, dopo circa 150 pagine, e, per quanto riguarda Stavrogin, il vero motore immobile di tutta la vicenda, si tratterà di apparizioni fugaci: egli c’è poco sulla scena, è restio a farsi vedere, anche se ogni volta che compare è una scossa tellurica. Continua a leggere “Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 2”