Racconti di demoni russi

Giovedì 22 aprile esce per il Saggiatore un libro a cui tengo moltissimo. Si chiama Racconti di demoni russi ed è un’antologia che attraversa quasi due secoli di letteratura russa e vi scova demoni reali e immaginari: si parla di diavoli, forze impure, possessioni, ma anche di violenza, follia, ossessioni. Ci sono testi di Bulgakov, Dostoevskij, Gogol’, Lermontov, ma anche cose meno note e lette, come Remizov, Sologub, Zagoskin. E ci sono un paio di chicche.

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Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 7

Capitolo terzo. Il duello

Capitolo brevissimo, che ruota attorno al duello tra Stavrogin e Gaganov. Questi, paranoico, esasperato per certi atteggiamenti tenuti da Stavrogin non contro di lui, ma contro la sua famiglia anni prima, è in preda a un odio cieco, in fondo immotivato: Nikolaj ha già porto le sue scuse, ma Gaganov le ha ritenute un’ulteriore offesa. Si porta, come padrino, Mavrikij, promesso sposo di Liza, pare, e dunque non più solo cane da compagnia, e al quale finalmente Dostoevskij dà un ruolo, seppur secondario. A Gaganov tremano le mani per la rabbia e il nervoso, a Mavrikij tremano per la paura e il senso di inadeguatezza per la situazione. Altro affronto: Stavrogin e Kirillov arrivano sul luogo convenuto a cavallo, anziché in carrozza (Nikolaj pensa dunque che non sarà nemmeno ferito e non ha ritenuto opportuno prendere una carrozza). Il duello è comico e drammatico insieme: Gaganov si lamenta perché pensa che Stavrogin, presentandogli le sue scuse, abbia voluto dimostrare la sua superiorità («Lui non ritiene possibile essere offeso da me!»), spara e manca il colpo; è il turno di Stavrogin: egli mira alto, e tutti capiscono che lo fa apposta («Vi do la mia parola che non volevo appunto offendervi, ho sparato in alto perché non voglio più uccidere nessuno, né voi, né altri, ma ciò personalmente non vi riguarda»); secondo colpo: Gaganov manca di nuovo, Stavrogin tira di nuovo alto; Gaganov è su tutte le furie; terzo e ultimo colpo: Gaganov sbaglia ancora, Stavrogin, all’improvviso, preso da una rabbia cupa, tira nel bosco poi, senza osservare l’etichetta, vale a dire senza nemmeno gettare un’occhiata all’avversario, salta sul cavallo e se ne va, lasciando Gaganov più umiliato e offeso di quanto fosse prima del duello.

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