Matti di guerra. Un’antologia

Sta per uscire, per i tipi di Morellini editore, un’antologia di racconti che ho curato. Il tema è la follia, l’ambiente il manicomio Roncati di Bologna, l’epoca la Prima guerra mondiale, i protagonisti i matti, veri o presunti. Di seguito c’è, per chi vuole, la prefazione che ho scritto. Per molti degli autori qui presentati – allievi del mio corso di Letteratura 2018 presso la Bottega Finzioni di Bologna – si tratta di un esordio.

Sul sito dell’editore c’è una pagina dedicata al libro con i nomi e le bio di tutti gli autori.

Per oltre un secolo, dal 1867 fino alla dismissione del 1980, il vecchio monastero delle Salesiane di via Sant’Isaia, a Bologna, ospitò il manicomio provinciale: all’inizio del Novecento l’istituto prese il nome del suo primo direttore, prof. Francesco Roncati, che, in una notte del 1867, aveva occupato i locali di Sant’Isaia insieme a un gruppo di ricoverati per fuggire a un’epidemia di colera che si era diffusa nei padiglioni dell’ospedale Sant’Orsola, che fino ad allora aveva ospitato il manicomio bolognese. Fu, a sentire storici e archivisti, un vero e proprio esproprio: direttore, medici, infermieri e malati saltarono su carri e carretti recuperati chissà come, attraversarono nella notte la città e si installarono nell’ex monastero. Si pensava che la sistemazione fosse provvisoria, e Roncati assicurava le autorità che, passata l’epidemia, tutti sarebbero ritornati all’ospedale da cui erano fuggiti. Ma questo ritorno non avvenne mai: dopotutto, i locali in disuso del monastero erano perfetti per un ospedale psichiatrico e, da alcuni anni, il governatore delle Province dell’Emilia, Farini, aveva stabilito di togliere il manicomio dal Sant’Orsola e di creare un’istituzione separata. Ciò che le amministrazioni non erano riuscite a fare, insomma, l’aveva fatto il Roncati in una notte.

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La guerra d’Europa

Segnalo che è uscita, per le edizioni Nottetempo, un’antologia poetica che ha come tema la Grande guerra. Curata da Andrea Amerio e Maria Pace Ottieri, La guerra d’Europa 1914-1918 raccontata dai poeti, raccoglie testi di poeti europei (più un americano) che sono stati al fronte e hanno raccontato in versi l’orrore che è stato. C’è anche una donna, nell’antologia, che al fronte non c’è stata: Anna Achmatova. Ho tradotto la sua poesia, insieme a un’altra del suo primo marito Nikolaj Gumilëv e ad alcune di Vladimir Majakovskij. Continua a leggere “La guerra d’Europa”