Le prime pagine del Giardino

Le prime pagine del Giardino sono online, per chi vuole, sul sito Il libraio: qui.

Raccontare ancora.

Su Il Libraio è uscito oggi un mio breve articolo che prepara l’uscita del Giardino e che ruota attorno a due concetti fondamentali: rileggere (ma in un modo un po’ particolare) e riscrivere. O meglio: scrivere ancora e ancora.

Ho perso il conto di quanti siano, nella mia vita di lettore, i libri che ho letto che parlano della stessa cosa. Esiste infatti un pugno di argomenti che catturano il mio interesse in modo febbrile: l’Olocausto, per esempio, o lo stalinismo o, ancora, le avventure per mare; esistono periodi che considero “miei”: vorrei aver letto tutto ciò che è stato scritto nei primi trent’anni del Novecento, per esempio – e non parlo soltanto di letteratura, ma anche di psicoanalisi, di teoria musicale, di fisica… -, e continuo a credere che il momento più fulgido della nostra letteratura sia quel pugno di anni che va dal dopoguerra agli anni Settanta, quando a scrivere c’erano i Volponi, i Parise, le Morante.

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Il giardino delle mosche. Genesi del testo

Quando avevo circa sette mesi, alla fine del 1978, Andrej Čikatilo commise, in modo quasi inconsapevole, il suo primo omicidio: quello di una bambina di nove anni dagli occhi grandi e distanti, Lena Zakotnova. Dodici anni e cinquantacinque omicidi consapevoli più tardi, in seguito a una caccia da parte delle autorità che si era fatta sempre più affannosa e che si era inasprita almeno dalla metà degli anni Ottanta, Čikatilo fu arrestato. Era la fine di novembre del 1990, l’Unione sovietica si apprestava a cadere e finalmente, sui telegiornali di tutto il mondo, compariva il volto di questo uomo debole e spietato. Continua a leggere “Il giardino delle mosche. Genesi del testo”

Il giardino delle mosche

11896040_10207508581577238_6450497653055747196_nIl nuovo romanzo uscirà giovedì 17 settembre per l’editore Ponte alle Grazie. Si intitolerà Il giardino delle mosche e in queste settimane vorrei raccontare due o tre cose intorno alla sua concezione e alla stesura che mi sembrano interessanti per inquadrare il libro e l’idea che lo sostiene.
Il giardino delle mosche è la storia, raccontata da lui medesimo – anche se non tutto è quello che sembra – di Andrej Romanovič Čikatilo, il “mostro di Rostov”: un uomo apparentemente normale che, dal 1978 al 1990, uccise e mutilò, in alcuni casi mangiando parti dei loro corpi, circa 56 persone. Credo che il testo della bandella sia sufficientemente eloquente e dica molto di quel che c’è da sapere: Continua a leggere “Il giardino delle mosche”