Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 4

Capitolo quarto. La zoppa

Šatov, Stepan Trofimovič e il narratore arrivano a casa di Liza; lì trovano, oltre alla ragazza, la madre di lei, Praskov’ja Ivanovna Drozdova, che viene presentata come una vecchia malata e sull’orlo della demenza (scopriremo presto che ciò non è del tutto vero), e tale Mavrikij Nikolaevič, un giovane allampanato che i lettori hanno già incontrato nel capitolo precedente e il cui ruolo, al momento, sembra essere semplicemente quello di cane da guardia di Liza: non parla quasi mai, ma è dove lei è. Continua a leggere “Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 4”

Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 3

Capitolo terzo. I peccati altrui

I peccati altrui sono appunto questi: Stepan ha perfettamente capito che il suo matrimonio viene combinato per mettere a tacere certi sospetti, e non si dà pace. Non vuole sposarsi, oltretutto con una ragazza che è la sorella di un suo ex allievo e frequentatore, ombroso, del suo circolo. Si intuisce, ma qui Dostoevskij è bravo a non farcelo vedere chiaramente, che c’è un altro motivo per cui Stepan non vuole il matrimonio: ama Varvara e ne è riamato. Ma lei, donna di potere e di relazioni, applica una Realpolitik di cui all’impetuoso Stepan non importa nulla. Continua a leggere “Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 3”

Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 2

Capitolo secondo. Il principe Harry. Una proposta di matrimonio

Inizia con Stavrogin, ma siamo ancora nella backstory. Di fatto, quelli che possono essere considerati i protagonisti del romanzo, Stavrogin e Pëtr Verchovenskij, compariranno molto più in là nel romanzo, dopo circa 150 pagine, e, per quanto riguarda Stavrogin, il vero motore immobile di tutta la vicenda, si tratterà di apparizioni fugaci: egli c’è poco sulla scena, è restio a farsi vedere, anche se ogni volta che compare è una scossa tellurica. Continua a leggere “Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij – 2”

Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij

Ho letto I demonî per la prima volta, se ben ricordo, nel 1998: allora avevo vent’anni e lessi i quattro grandi romanzi dostoevskiani per il corso monografico su Dostoevskij tenuto all’Università di Milano dal professor Malcovati. Non è necessario che dica che, nella mia vita di lettore – e dunque nella mia vita in generale -, c’è un prima e c’è un dopo questo corso e questo professore. Allora il romanzo mi piacque, ma ero giovane e fui travolto da Delitto e castigo e dai Karamazov. Faticai, mi ricordo, a comprendere appieno la grandezza di Stavrogin; detestavo i Verchovenskij padre e figlio e l’unico personaggio di cui, a memoria, riconobbi subito la grandezza fu Kirillov. Il risultato di queste mezze comprensioni fu che, dei quattro grandi romanzi, I demonî fu quello che mi colpì meno.
L’ho riletto alcuni anni più tardi, probabilmente intorno ai trent’anni, da solo, voglio dire senza altre letture dostoevskiane intorno. Non ho ricordi precisi di questa rilettura, a parte che, questa volta, la smisurata grandezza tragica di Stavrogin mi arrivò in pieno.
Torno su queste pagine per la terza volta in questi giorni, a 42 anni. Per qualche motivo, mentre leggo, provo l’irresistibile impulso di segnarmi le cose che succedono nel romanzo, i personaggi, gli ingressi in scena, il modo in cui Dostoevskij introduce un dialogo. È un lavoro del tutto inutile e arbitrario, che non porterà a nulla se non, una volta che sarà finito se mai lo sarà, ad avere un riassunto e un breve commento di uno dei più grandi romanzi che l’Occidente ha partorito.
La traduzione su cui mi baso è quella che Alfredo Polledro fece nel 1942 per Einaudi. 

Continua a leggere “Lettura a tappe dei Demonî di Dostoevskij”