Una cosa che prima non c’era e adesso c’è

È nato Books in Italy, ed è una cosa che ha a che fare con il lavoro, per cui non dovrei parlarne qui. Ma da molti anni, ormai, mi occupo a vario titolo di mediazione editoriale, e in particolare provo a seguire e mappare i percorsi che i libri italiani fanno all’estero. Cerco soprattutto di capire perché un libro italiano va all’estero: vale a dire che mi interessa l’immagine che altrove hanno di noi. Dire quali libri vengono tradotti e da chi è dire che posto occupa l’Italia nell’immaginario collettivo (ed editoriale) di un Paese.
Da ieri c’è questo sito, che è nato per valorizzare l’editoria, la lingua e la cultura italiane nel mondo colmando il distacco che l’Italia soffre nei confronti di molti altri paesi europei, che da tempo si sono dotati di strumenti volti alla pro­mozione della propria produzione culturale all’estero. Continua a leggere “Una cosa che prima non c’era e adesso c’è”

Elogio di un editore nell’anno del suo giubileo

Sull’Indice di questo mese è uscito un pezzo su Adelphiana 1963-2013 che altro non è se non un elogio di un’idea di editoria.
«Cercate di immaginare una casa editrice come un unico testo formato non solo dalla somma di tutti i libri che vi sono stati pubblicati, ma anche da tutti gli altri suoi elementi costitutivi, come le copertine, i risvolti, la pubblicità, la quantità di copie stampate e vendute, o le diverse edizioni in cui lo stesso testo è stato presentato». Così scriveva Roberto Calasso nel 2001, in un celebre intervento intitolato non a caso L’editoria come genere letterario. Lì, in quel testo che definisce e testimonia ciò che, negli ormai 50 anni della sua storia, Adelphi ha inteso fare, Calasso esponeva un’idea di editoria che è, insieme, un’idea di letteratura: il catalogo di un editore deve essere composto da libri che siano intesi come singoli capitoli di un unico, grande libro. Perché un editore rifiuta un certo libro?, si chiedeva infatti il presidente di Adelphi nello scritto: «Perché si rende conto che pubblicarlo sarebbe come introdurre un personaggio sbagliato in un romanzo, una figura che rischierebbe di squilibrare l’insieme o di snaturarlo». C’è dunque, sottinteso in ognuna delle scelte editoriali che Adelphi opera, un concetto che in qualche modo regge e governa tutto il catalogo fin dagli albori: quello dell’armonia. Ogni libro Adelphi è il frammento di una storia più grande, quella che in ultima analisi è la storia dell’editore stesso e del suo sogno: concentrare in un unico luogo – il Libro o i libri che compongono l’unico Grande Libro che è il catalogo dell’editore stesso – tutta la conoscenza, vecchia e nuova.

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