Che cosa ho in testa

Immagini di un mondo in cui valga la pena

Esce domani, per Baldini & Castoldi, un libro collettivo curato da Alberto Rollo che si chiama Che cosa ho in testa. Immagini di un mondo in cui valga la pena: si tratta di un pugno di racconti, pezzi biografici, pezzi saggistici e così via, in cui una trentina di scrittori italiani under 45, ciascuno autonomamente, ha provato a rispondere alla domanda che sta nel titolo. Vi partecipo anch’io, con una finta lettera a Simone Weil che parte dai bisogni dell’anima che stanno, elencati, nella prima parte di La prima radice. Anni fa, quando stavo nel Primo amore, ragionammo a lungo su quei bisogni: andavamo perfino in giro a fare delle letture pubbliche, che chiamavamo Comizi, della Prima radice. Ho sempre voluto scrivere una lettera a Simone Weil. Adesso che questo libro mi ha dato l’occasione di farlo, ringrazio chi me l’ha fatta conoscere: gli amici del Primo amore tra cui, in particolare, Sergio Baratto.

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