Cronaca del mondo feroce

Quattro giorni a Marrakech.

[Questo piccolo spazio online è stato creato anche per recuperare vecchie cose andate perdute, come questo reportage dal Marocco che ho scritto nel 2007 e che considero tuttora una delle mie cose migliori]

I. Arrivo
Inizia con Canetti che dice: “Tre volte venni a contatto con i cammelli e ogni volta finì in modo tragico”. Fuori dalle mura della Medina, da qualche parte, c’era e forse c’è ancora il mercato dei cammelli, davanti alla Porta Bab-el-Khemis. Lì arrivavano dalle montagne dell’Atlante i vecchi berberi con i loro animali da macellare, e con i macellai cominciavano le lunghe contrattazioni per vendere gli animali vivi o morti, interi o in pezzi, che andavano a riempire le botteghe nei suk della Medina. Metri e metri quadrati di animali sgozzati e lasciati dissanguare sull’asfalto polveroso della piazza, davanti a tutti. Gli animali vengono macellati recidendone la carotide, perché i musulmani possono mangiare solamente animali dissanguati. La morte è lunga, sfiancante per chi la subisce e chi la guarda, sotto il sole, davanti a tutti. Gli animali capiscono quando è giunto il loro momento, perché il macellaio ha le vesti e le mani intrise del sangue della vittima precedente, il macellaio sa di cammello e di morte lenta. Allora i cammelli diventano aggressivi, si dice, rabbiosi: sentono la morte e la scacciano a morsi, a calci. Scacciano la morte con la morte. Continua a leggere “Cronaca del mondo feroce”