Due teoremi su Jean Echenoz

Primo teorema: Tutti i libri di Jean Echenoz sono uguali. Secondo teorema: I libri di Jean Echenoz possono piacere solo ed esclusivamente in modo direttamente proporzionale all’ordine di lettura. Vale a dire: il primo dei suoi libri che ho letto, Ravel, aveva una sua grazia, con quella sua levità ricercata, il tempo presente, l’assenza di dialoghi e quell’ironia sobria, elegante. Il secondo libro che ho letto, Lampi, era in tutto identico al primo: stessa grazia, stessa levità ed eleganza e stessa ironia sobria (cambiavano a dire il vero i nomi dei personaggi, talune ambientazioni e fino a qualche vicenda); eppure, leggendo, mi accorgevo pian piano che la grazia, la levità e l’eleganza erano un poco inferiori rispetto al libro precedente, un poco più in ombra: Lampi, insomma, era un po’ meno grazioso, un po’ meno elegante di Ravel e la sua ironia era un po’ meno sobria. Il terzo libro che ho letto, Correre, è in tutto identico ai primi due al di fuori dei nomi dei personaggi, di talune ambientazioni e fino a qualche vicenda: ho a dire il vero il sospetto che sia ancora meno grazioso, elegante di Lampi e che la sua ironia sia un po’ meno sobria. Continua a leggere “Due teoremi su Jean Echenoz”