Mercoledì 11 giugno ore 18
Libreria Einaudi, via Mascarella 11/A Bologna
Michele Mari presenta Roderick Duddle (Einaudi)
Interverranno Marcello Fois (scrittore) e Andrea Tarabbia (scrittore)

«Ci sono romanzi che ci catturano fin dalla prima pagina e non ci lasciano più, romanzi che ci fanno perdere la cognizione di tutto il resto. Che ci riportano indietro nel tempo, alle fameliche e appassionate letture dell’adolescenza, quando leggevamo Il richiamo della foresta di London o L’isola del tesoro di Stevenson e venivamo completamente assorbiti da quelle storie e catapultati in mondi avventurosi dai quali ci riscuotevamo solo per sopperire alle basilari necessità fisiologiche della vita. Era a malincuore che ritornavamo alla realtà, sorpresi di come il tempo fosse volato e fosse già prossima l’ora di cena: ci sedevamo a tavola con aria assente e trasognata, sotto lo sguardo perplesso di nostra madre, e tra un boccone e l’altro continuavamo a fantasticare sulle storie e i personaggi del romanzo fin quando non ci era concesso di tornare nuovamente a inabissarci nella lettura».
Antonella Falco – Nazione Indiana (il pezzo continua qui).

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Non c’è presentazione migliore per Roderick Duddle, l’ultimo romanzo di Michele Mari. Figlio di una prostituta, Roderick è un ragazzino che fugge: rimasto orfano scopre, come nella migliore tradizione del romanzo d’appendice, di possedere un medaglione che è un viatico per un’enorme ricchezza. Così, in un lembo di Inghilterra che Mari ridisegna inventandosi una toponomastica immaginaria, tutti sembrano volerlo catturare: da Jones, tenutario del bordello dell’Oca Rossa, alla Badessa di un convento poco incline a occuparsi di cose spirituali, a una girandola di personaggi cupi o grotteschi, tutti figli del grande amore dell’autore per il romanzo d’avventura del Sette e Ottocento. Perché è questo, Roderick Duddle: una grande avventura giocata sul ri-uso dei topoi letterari che hanno reso grandi Dickens, Stevenson, Fielding, Salgari e molti altri, qui amati e rimescolati in un’incredibile groviglio di avvenimenti, colpi di scena e rimandi letterari. Ne viene un grande romanzo inattuale eppure incredibilmente vicino, dove si va per mare e ci si confronta con il proprio doppio, si esplorano enormi e lugubri cantine e si sente risuonare dietro le spalle la sentenza di qualcuno che tiene in mano un pugnale. Roderick Duddle è in qualche modo la summa del lavoro di Michele Mari con la parola: ed è, soprattutto, una grande festa per la chi ama la lettura.

 

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