29ora Da oggi è disponibile in ebook un racconto che ho scritto in modo furibondo nei giorni immediatamente successivi alla dimissioni di Benedetto XVI. L’ho finito la sera prima dell’elezione di Francesco I, dopo aver scioccamente e presuntuosamente sperato che il Conclave si protraesse per mesi e mi lasciasse il tempo di pubblicarlo prima che il nuovo papa venisse eletto. Non so spiegare perché questa vicenda delle dimissioni del papa e, soprattutto, della convivenza tra due pontefici (e due poteri) mi abbia catturato così tanto. In ogni caso, per tutta una serie di motivi – che sono spiegati nel testo – il “mio” papa si chiama Martino VI, e almeno a livello superficiale e comunicativo non ha molto a che vedere con Francesco I.

Questa è la “quarta” del libro: «Papa Bendetto XVI si è dimesso. Il suo successore ha scelto il nome di Martino VI. Eppure la presenza di Benedetto continua ad agitare le stanze del Vaticano e tormenta Martino… Dalla penna di uno dei giovani autori più interessanti d’Italia un lungo racconto che mischia con coraggio realtà e finzione, in un crescendo avvincente e inquietante, carico di turbamento e mistero».

E questo, invece, è l’incipit:

1 aprile, lunedì

Alcune delle parole che ci viene impedito di pronunciare in sua presenza: «altro», «secondo», «nuovo», «anti». Non è così complicato come può sembrare, mi ha detto uno dei cardinali – di cui non scriverò il nome – a Conclave terminato: è sufficiente non parlare affatto. Il suo volto si è rabbuiato non appena ha smesso di parlare, e mi ha guardato come una vittima guarda il suo carnefice. Non ti preoccupare, gli ho detto guardandolo fisso negli occhi, Martino VI non è mai stato un uomo vendicativo, e tu in fondo non hai detto nulla di particolarmente crudele.
Immediatamente mi sono voltato e l’ho lasciato, solo e sconfitto, in prossimità dell’uscita della Cappella.

Andrea Tarabbia, La ventinovesima ora, Mondadori XS, euro 1,99