Farsi italiani. La costruzione dell’idea di nazione nell’Italia repubblicana è il titolo dell’Annale XLV Feltrinelli, a cura di Annalisa Bini, Chiara Daniele e Silvio Pons. Naturalmente, è stato pensato e costruito attorno al 150esimo dell’Unità d’Italia: si può trovare qualche informazione in più sul sito della Fondazione, qui.

Vi partecipo con un pezzo dal titolo Dall’Italia unita al mondo. Le traduzioni dei romanzi italiani sul Risorgimento, dove provo a fare velocemente il punto sulla questione dei diritti e sul successo oltreconfine di alcune opere, dai Viceré al Gattopardo, dalle Confessioni di un italiano al Mulino del Po, fino ai romanzi di ambientazione risorgimentale più recenti:

“la condizione necessaria affinché un’opera di autore italiano giunga in traduzione sugli scaffali delle librerie straniere, è un cambio di rotta del sistema editoriale: tradizionalmente, infatti, l’editoria italiana è sempre stata orientata più sull’acquisto di diritti esteri che sulla vendita dei propri. Oggi, invece, l’attenzione nei confronti delle vendite e un approccio per così dire “globale” al mercato stanno diventando un tratto distintivo del nostro sistema editoriale: basti pensare alle numerose attività di coedizione, o anche al fatto che i maggiori gruppi italiani (Rcs e Mondadori su tutti) hanno costituito, tramite joint venture o l’acquisizione di marchi editoriali, delle società che operano ai quattro angoli del mondo. Il risultato di queste azioni è che la presenza dei libri italiani nelle librerie di tutto il pianeta cresce esponenzialmente – benché, è bene dirlo, i numeri sono piuttosto ridotti e il giro d’affari delle vendite di diritti all’estero copre circa l’1-1,2% degli introiti complessivi”.