Sono l’uomo che cammina con la forca e la tiene attaccata alla cintura. Sono quello che è sopravvissuto e sopravviverà. Sono l’uomo che, con i suoi compagni, è entrato nella scuola n. 1 una mattina di sole di settembre – il sole umido che illumina le strade dopo la pioggia – per mostrare al mondo la persistenza del male. Questa è una storia di vento e di fango, di sangue e di vendetta. Io sono un cavaliere e un soldato delle montagne, sono la furia che si scatena per riprendersi la terra. A Beslan non tornerò, quello che doveva essere fatto è stato fatto. Io sono la morte che arriva sul furgone e non se ne va più. Non si incolpi nessuno, sono io. Dobbiamo avere una fine, e dobbiamo sempre avere un inizio. Questo è il mio.

 

Il demone a Beslan, Mondadori, pp. 360, euro 18,50.

In libreria dal 23 agosto 2011